venerdì 15 ottobre 2010

170-Libertà


Pensavo che i folletti fossero creature sempre allegre e spensierate, invece proprio stamani, molto presto, ho incontrato uno del mio villaggio, seduto su di un muretto, che aveva una espressione molto triste.
Convinto che avesse un qualche problema, e che potessi almeno aiutarlo a risolverlo, mi sono avvicinato a lui e gli chiesto cosa lo turbasse così tanto.
"Non siamo liberi" mi ha risposto con voce molto bassa.
"non è vero amico, noi siamo liberi. Nessuno ci costringe, è pur vero che ci sono regole da rispettare, che possiamo condividere o meno, ma noi siamo lineri: liberi di alzarci o di stare a letto, liberi di camminare o stare fermi, liberi di dire la nostro opinione ..."
"Ti sbagli, non siamo affatto liberi"
"Ma come" ho replicato nuovamente" non mi sembra che tu sia imprigionato a niente o a nessuno. Anche tu, come noi, sei libero di fare tutto quello che vuoi, e nessuno potrà fermarti, a meno che tu non faccia del male ..."
"Non capisci proprio, vero? Tu dici senpre NOI siamo, NOI facciamo, NOI ... ma a chi ti riferisci, a me, a te, e a chi altro? Fino a che al mondo ci sarà anche una sola creatura in catene, NOI non saremo liberi".

...Touché

lunedì 11 ottobre 2010

169-Forme di discussione

C'è una fatina nel mio villaggio, con la quale amo passare il tempo a parlare, perchè è una di quelle che sa ascoltare.
Non è importante l'argomento che trattiamo, è sufficiente parlare e confrontarsi.
Questa mia amica, ha però un difetto ... o meglio, ha un determinato tipo di atteggiamento, che ancora non riesco a "digerire", quindi sono io quello che è in difetto, non lei.
Dicevo: in alcuni casi, vuoi perchè lei è più nervosa del solito, vuoi perchè è più convinta di quello che stà dicendo, tende ad alzare la voce per difendere le proprie argomentazioni.
Io, quando mi trovo in queste situazioni, mi blocco, entro in un silenzio assoluto; continuo ad ascoltare con attenzione, ma smetto di replicare ... il che la fa arrabbiare ancora di più.
Ma questo deve essere un "gioco delle parti" che anche lei conosce ed accetta, infatti una volta sfogatasi, prende e se ne va con il muso lungo.
Non passano più di dieci minuti che poi, o io o lei, facciamo in modo di ritrovarci, casualmente, in una qualsiasi parte del villaggio, e riprendiamo la discussione da dove era finita (o meglio, da prima che lei alzasse la voce).
Bastano poche parole per trovare quell'accordo, quella sintonia, che sembrava impossibile alcuni minuti prima.
Tutte le volte, ma proprio tutte, che succede una cosa del genere, lei mi chiede come io faccia a mantenere la calma, e perchè accetti di "ritirarmi" senza replicare a quello che lei stava urlando.
Non ha ancora capito che considero il silenzio una forma di dicussione come la sua ... magari portata avanti con mezzi diversi, ma sempre di discussione si tratta.

venerdì 8 ottobre 2010

168-Gioco nel bosco

Vi parlerò di un gioco, ma potrebbe chiamarsi "prova", che da piccoli ci obbligano a fare.
Nel bosco ci sono due case, una con il tetto rosso, l'altra lo ha blu, unite da un unico sentiero che però presenta, in dieci punti diversi, altrettanti diramazioni, solo una però permette di proseguire, l'altra dopo poco si rivela senza sfondo.
Ci portano dentro la casa dal tetto rosso e ci invitano a raggiungere l'altra.
Sembra facile vero?
Invece non lo è poi così tanto, infatti il sentiero è "magico" e non permette a nessuno di tornare indietro, sui propri passi.
Al massimo puoi provare ad addentrarti nella vegetazione molto fitta, nella speranza di ritrovare il sentiero principale ma con il rischio di farti anche del male (abbondano i rovi...).
Il vecchio che ci accompagna ripete sempre la stessa cosa: "non avere fretta, ad ogni bivio, studia bene la situazione, cerca di cogliere i messaggi che sicuramente saranno presenti, non prendere una delle due strade se non sei prorpio sicuro sia quella giusta. Ricorda che a nulla serve prendere la strada giusta le prime nove volte, se poi, proprio all'ultima, imbocchi quella sbagliata ... Dieci scelte per poter arrivare alla casa dal tetto blu".
Da bambini lo facevamo divertendoci, accettando la sfida, adesso invece ci ripenso molto spesso: quante scelte da fare, e basta commettere una stupidaggine, anche solo una, per rovinare tutto il percorso già fatto, con il rischio di non arrivare più alla meta, o comunque di riuscirci ma con le ossa rotte.

lunedì 4 ottobre 2010

167-Alberi e foglie


Stavolta il vento ha soffiato veramente forte, e mi ha portato in un posto lontanissimo dal mio abituale boschetto.

Per fortuna ho trovato un posticino tranquillo ed immerso nel verde (forse qualche zanzarina di troppo...) che non mi ha fatto certo rimpiangere casa mia.

C'erano piante di tutte le specie provenienti da ogni parte della terra.

Alberi altissimi tra altri nani, dal tronco enorme oppure esilissimi, dai colori chiari e dagli scuri, fioriti oppure spogli.

Ma una cosa li accomunava tutti: per quanto e come possano crescere i loro fusti ed i loro rami, le foglie, cadendo, ritornano sempre alle radici.

venerdì 1 ottobre 2010

166-Sogni

Adoro sognare ad occhi aperti.

Talvolta non sopporto farlo mentre dormo.

Eppure sempre sogni sono....

martedì 28 settembre 2010

165-Temporale


Bagliori nel buio, seguiti da frustate secche e decise.

Il rumore della pioggia che sbatte sulle foglie e sulla terra è ritmico e talvolta anche piacevole.

E' strano che un semplice principio fisico possa essere riscontrato nella vita comune: il lampo arriva prima del tuono, sempre.

La luce abbagliante squarcia la notte ed illumina, seppur per pochi attimi, anche gli angoli più nascosti. Credi di aver visto qualcosa, ci speri, ti fai coraggio.

Ed invece, di li a poco, ma non sai di preciso quando, arriva il colpo, come se tu avessi sbattuto, inciampato, contro qualcosa che non avevi visto.

Una schiaffo, in pieno volto.

Viene da chiedersi se sia il destino che si diverte a dare la luce per poi "punire" e far tornare tutti con i piedi per terra, oppure quel bagliore serva a lui per individuarti meglio ...

Noi creature del bosco, non abbiamo la risposta a questo, ed allora durante i temporali usciamo all'aperto e balliamo, perchè, che sia per un motivo o per l'altro, non sarà un pò di pioggia a toglierci la voglia di correre avanti.

venerdì 24 settembre 2010

164-Soluzioni forti

Che strano, alcuni post fa, mi ero avventurato sull'argomento "dimenticare e perdonare".

Proprio in questi giorni mi sono trovato a dover decidere se perdonare o meno.

Potevo comportarmi da "sciocco" e, non volendo dimenticare, negare anche il perdono, ma ...

Oppure fare come il folletto ingenuo, che dimenticò in fretta e quindi perdonò anche abbastanza velocemente, ma ...

Restava il "saggio" ...

Poi ho deciso, la mia memoria non è quella "fredda" di un computer, non si cancella: darò un peso diverso a quello che è successo, ma ne rimarrà comunque una traccia.

E per perdonare come la mettiamo?

Io non sono per le cose semplici ed ho quindi optato per la soluzione più difficile, più "forte": ho perdonato perchè, come una volta mi fu detto, è veramente più facile voltare le spalle a chi ci ha ferito, piuttosto che andargli incontro ed abbracciarlo.

martedì 21 settembre 2010

163-Martin Luther King

Passano gli anni
Le generazioni si rinnovano
Possibile che gli errori del passato non ci insegnino proprio niente?

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli,
a nuotare come i pesci,
ma non abbiamo imparato
l'arte di vivere come fratelli.

giovedì 16 settembre 2010

162-Buoni consigli

Quando ho bisogno di un buon consiglio, e succede abbastanza spesso, passo un pò del mio tempo con un amico che riesce sempre ad instradarmi sulla giusta via.

Alcuni giorni fa stavo passeggiando con una fatina sulla riva del fiume che scorre vicino al nostro villaggio.

Avevo accettato volentieri il suo invito ad accompagnarla in questo giro/sfogo, perchè avevo notato, negli ultimi giorni, un velo di tristezza nei suoi occhi, che, normalmente, sono molto belli e luminosi.

Come suo solito, non fu di molte parole, lasciò che fossero i movimenti delle sue mani, le smorfie della bocca, e l'intensità degli sguardi, a farlo per lei.

Io, invece, non me ne stavo in silenzio un momento, la mia curiosità mi spingeva a chiedere delucidazioni e chiarimenti, ma come risposte ottenevo solo monosillabe e alzate di spalle.

Mi chiedevo per quale motivo mi avesse voluto con se, sapeva che non l'avrei lasciata in pace, eppure se ne stava in silenzio prestando invece moltissima attenzione a quello che le dicevo io.

Ad un certo punto, forse per rompere il momentaneo silenzio che si era creato a causa dell'esaurimento della mia fantasia, mi chiede:

"Ho bisogno di un consiglio da te, vorrei mi dicessi come mi devo comportare..."

"Alt" la blocco " non sono io la persona adatta per darti un consiglio. Posso dirti come la penso, ma darti un consiglio ... mai!" e così dicendo la consigliai di rivolgersi anche lei a quel mio amico di cui parlavo prima.

"Ci sono andata, ma anche lui mi ha risposto che non voleva darmi nessun consilgio"

"E tu che hai fatto"

"Me ne sono tornata a casa"

"Ecco dove hai sbagliato, dovevi stare un pò con lui, osservarlo, seguirlo, dovevi parlare un pò con lui. La risposta alla tua domanda sarebbe arrivata, te lo assicuro"

La sua espressione si era fatta dubbiosa ed incredula, dovetti spiegarmi meglio: "con lui puoi andare tranquilla, chi da il buon esempio non mai bisogno di dare anche buoni consigli".

martedì 14 settembre 2010

161-Il letto


Ero stanco di dormire all'aperto, l'estate è finita, aveva piovuto durante il giorno, la mia casa era lontana e non sarei potuto rientrare in tempo.

Così ho deciso di entrare in un hotel, non ci crederete, ma anche per noi creaturine dei boschi esistono gli hotel, e non sono poi così diversi da quelli della grande città.

All'ingresso una grande sala, con luce soffusa e sottofondo musicale.

Nessuno al bancone, così mi sono messo a curiosare in attesa che qualcuno venisse a ricevermi.

Proprio sopra il mobiletto delle chiavi delle stanze, risaltava un cartello scritto a mano, con mano decisa e con un bel pennarellone di colore rosso, recitava:

"se non dormite non date colpa al nostro letto, prima di addormentarvi fate i conti con la vostra coscenza".