martedì 5 luglio 2011

202-Il Regalo/9

Tutto avvenne nel momento in cui la piccola riprese il gomitolo da dove era caduto, un piccolo strattone involontario, causato sa un sussulto per riprendere l’equilibrio avendo messo male il piedino, rischiando anche di cadere, mi fece alzare da terra, stavo volando ma anche allontanandomi da lei.

La disperazione mi assalì, avevo appena provato cose bellissime, e già era giunto il momento di allontanarmi da lei.

Mi ero dimenticato del filo, con astuta mossa la bambina tese il filo, ed io, nella mia improvvisa maestà cominciai a volteggiare sopra di lei.

Chiusi gli occhi, e mi vidi attraverso i suoi, ero splendido come mai avrei potuto immaginare, volavo leggero, elegante, forte, il mio profilo si stagliava in cielo e sembrava potessi dominare tutto quello che era sotto di me.

Li riaprii, proprio nell’esatto momento in cui fu la bimba a chiuderli, quel filo era veramente magico. Riuscii a percepire quello che stava provando tenendo stretto quel filo, ma con gli occhi chiusi.

Stava volando con me.

Vedeva se stessa, li sotto, sorridente come non mai, allegra, felice, si sentiva finalmente libera e leggera, poteva andare dove voleva, bastava tirare o allentare il filo che la legava a me ed a quello che provavo per lei.

Che bello, che sensazioni incredibili provammo in quel momento, eravamo noi due soli nel mondo, e che mondo .. fatto di luce, suoni, colori, ed una sensazione di … non saprei spiegarmi,. Sono pur sempre un oggetto, ma se un oggetto potesse amare …. forse quello era Amore.

Si, ripensandoci bene, quello doveva essere proprio Amore.

A volte era come se cadessi, e la paura ci assaliva di nuovo, ma le abili mosse della bimba mi riportavano sempre su, sempre più in alto, sempre più vicino al sole.

Io volavo e percepivo la continua vicinanza della bambina, poteva vedere quello che vedevo e sentire quello che sentivo, io volavo e lei “cresceva” di quella esperienza.

Poteva acquisire cose che altri non avrebbero potuto nemmeno avvicinare.

Si stava arricchendo dentro e questo riempiva anche me di gioia.

Ecco qual’era lo scopo per cui il grande uomo mi aveva creato e donato proprio a lei, dovevo farla crescere, dovevo farle scoprire le meraviglie della vita, dovevo portarla nel luogo dei sui desideri per farle capire che non era una semplice bambina ma una meravigliosa principessa, e forse in quel momento, come nelle più antiche favole, mi sarei trasformato nel suo principe … chissà.

Uniti sempre più ci stavamo avvicinando ad una luce, che diveniva ai nostri occhi sempre più forte.

… segue

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