martedì 8 giugno 2010

130-Altezza

Qualche giorno fa, in occasione di una particolare ricorrenza del villaggio, tutti ci siamo recati a fare una bella passeggiata "commemorativa".
In testa al gruppo il nostro vecchio saggio, con i suoi buffissimi scarponcini da montagna, ormai usurati dal tempo, dai quali non si separa mai.
Il suo passo non è più deciso e veloce come qualche hanno fa, ma ancora, per alcuni, è difficile stargli dietro.
Noi altri, dietro di lui, intonavamo canzoni goliardiche.
Meta di questa allegra camminata, la cima del monte.
Ci sono volute diverse ore (e diverse soste) per poter arrivare proprio sulla vetta, ma ce l'abbiamo fatta tutti.
Arrivati ci siamo goduti il panorama della vallata che, sotto di noi, si apriva ai nostri occhi.
L'unico che non guardava la vallata era prorpio il vacchio saggio, lui era immobile, ancora in piedi, con lo sguardo fisso verso il cielo.
Non c'erano uccelli, non c'erano stelle (era ancora giorno ...), niente alberi .... fermo, con lo sguardo nel vuoto.
"sarà l'ora di cambiare gli occhiali?"
Una voce scherzosa, ceh rimase anonima, si levo dal gruppo.
Il vecchio saggio saggio si voltò verso di noi e con il suo solito sorrisino canzonatorio ci benedì' alla sua maniera:
"Non c'è altezza che non abbia al di sopra di sé qualcosa di più alto"

4 commenti:

  1. Che bello quello che scrivi...l'altezza non va temuta, va solo rispettata...qusto è quello che mi dicevo quando andavo ad arrampicare... Ricordo che con l'imbrago addosso e con le mie dita salde alla parete, guardavo giù e su...e ognuna delle due viste aveva il suo fascino...

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  2. Hai ragione Ele, lo volevo scrivere anche io. Sia guardare in alto che in basso ha il suo fascino e il suo richiamo ... e a volte è talmente forte da sentirsi quasi risucchiati.

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  3. Ele ed Emanuela, fascino dell'alto ... del basso ... lo dite ad un ex ufficiale degli Alpini.
    Quanto mi mancano le arrampicate!

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