giovedì 25 novembre 2010

180-Mestieri

Stavamo discutendo sul rapporto che l'uomo ha con il suo lavoro ed in particolar modo con gli strumenti che esso usa nell'espletare tale attività.
Il contadino ha l'aratro, lo scenziato il microscopio, il soldato l'arma, e poi ci sono co0mputer, telefoni, macchinari ...
Siamo giunti alla conclusione che il più sorprendente degli strumenti che l'uomo ha a disposizione sia il "libro": gli altri sono tutti estensioni del corpo dell'uomo, il libro è un altra cosa; il libro è un estensione dell'immaginazione.

9 commenti:

  1. e "noi" che strumenti abbiamo? ...
    intangibili forse.. ma insostituibili

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  2. bellissimo è proprio vero.... :-)
    il libro non aiuta le braccia ma aiuta la mente e lo spirito

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  3. Ciao Folletto, il libro è uno scrigno che custodisce il pensiero, immenso tesoro dell'umanità!
    Buona serata!

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  4. il libro è un estensione del'immaginazione.. già, avete proprio ragione.
    è in assoluto l'oggetto che più preferisco.
    e cosa ne dite delle parole, della musica?
    ops, forse ho sbagliato io, non sonoveri e propri oggetti..
    un saluto, folletto... spero possa continuare ad essere accompagnato da taante farfalle!

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  5. Dove si firma?! :D

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  6. Il libro non è solo estensione dell'immaginazione, ma anche del cuore, dell'anima e dello spirito.
    Per me è un oggetto indispensabile.
    Buon fine settimana

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  7. Controcorrente: il libro, l'oggetto, significa poco, quello che conta, e che lo riempie, è l'immaginazione. Il vero strumento.

    Il libro è come il cioccolato, che casualmente fonde a 37 gradi, la temperatura del corpo umano, e si scioglie in bocca regalandoti sensazioni di intimità, di fusione, di quant'altro con la materia di cui è composto. Se squagliasse a 40 gradi queste non ci sarebbero. E' un caso, ma funziona.

    La lettura del testo stampato richiede il fermarsi, l'attenzione, il lasciar fuori il resto, è obbligatorio se vuoi leggere, è questo che fa la sua forza, non l'oggetto, ma lo stato mentale in cui ti costringe a stare. Lo apprezzi non solo, non tanto, come oggetto o contenitore di immaginazione, ma perchè per avvicinarti ad esso devi letteralmente danzare con il tuo corpo e la tua mente, ovvero devi predisporre entrambi a posizioni particolari se vuoi leggerlo. E' quasi un rito, anche quello consumato sul tram, anche in mezzo a trenta persone, devi concentrarti sull'oggetto e questo influenza il cervello, lo rilassa. Secondo me una lettura attenta modifica anche il tracciato delle onde cerebrali, portandole verso una maggiore distensione, ma non ho prove in proposito.

    Prima di Guttemberg l'immaginazione veniva (e viene) veicolata altrettanto bene dalla pittura, la scultura, il canto, il racconto orale (quello familiare che purtroppo si è perso), però l'oggetto libro ti permette di avere il "tuo" divulgatore di immaginazione, un rapporto esclusivo, vicino, intimo, senza altri attorno. Ma non è uno strumento "migliore" degli altri, è solo che, casualmente, è lo strumento che ti permette di accedere all'immaginazione altrui, senza essere contaggiato dall'invadenza altrui.

    La prova è che l'italiano medio legge pochissimo ma è alfabetizzato da uno strumento molto più potente che è la TV. Così come i bambini hanno una lingua infernale e la capacità di opporsi dialetticamente ai genitori già prima di imparare a leggere.

    Ciao a tutti.

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  8. Io utilizzo un gran numero di libri per lavoro... quindi mi considero fortunata...
    I tuoi bei post fanno sempre riflettere...
    Un affettuoso saluto

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  9. Per me è essenziale la scrittura...anche se non sono così eccellente in questo campo, mi permette di "vivere" e "rivivere" certi momenti, emozioni...
    Il libro, sì Folletto, è molto di più di un semplice oggetto!
    Che felicità!

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