lunedì 22 novembre 2010

179-Folle corsa.

Ho sempre saputo che la felicità sia una condizione raggiungibile, ed allora, temendo che questa fosse un qualcosa di lontano da me, ho cominciato a correre, con tutte le mie forze, nell'intento di raggiungerla.
Più correvo, però, e più mi sembrava che lei mi sfuggisse, l'unico risultato era che mi sentivo sempre più stanco.
Ho provato, più volte, a cambiare direzione, nella convinzione di aver preso quella sbagliata, ma ...
Poi un giorno mi sono imbattuto in una fata, con due bellissimi occhi raggianti ed un sorriso che non poteva che trasmettere felicità.
Chiesi quindi a lei quale fosse il sentiero giusto.
"Stupidino" mi disse, come faceva a conoscermi così bene?
"ti stai affannando per avvicinarti alla felicità, ed ancora non ti sei accorto che più corri e più ti allontani dal lei"
... Stò ancora riprendendo fiato.

10 commenti:

  1. E' che la felicità è bizzarra e un po' dispettosa... scappa da tutte le parti e si nasconde dietro a cose tanto piccole che a volte fatichiamo a vedere...
    Buona settimana...

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  2. Bizzarra, la felicità. E' vero. A volte corriamo e corriamo a perdifiato, immaginando che sia sempre da un'altra parte, altrove, lontano. E invece..

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  3. Io l'ho trovata, ma nelle piccole cose(grandi per me).
    La FELICITA' delle fiabe che persiste nei secoli, infatti, non esiste.
    Ciao!

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  4. E' vero, a volte basterebbe semplicemente imparare a guardarsi attorno per accorgersi di quanta gioia ci circonda..

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  5. Lo sapevo, lo sapevo e lo sapevo! Gente, Lei è irraggiungibile, al massimo, la potete osservare da lontano, tra gli alberi, a giocare pure a nascondino, a parlarle e a sentire le sue risposte ma sempre a distanza...
    E se vi fermate, se non la inseguite più, si fermerà pure lei. Per essere lì, accanto a voi, vicina ma lontana, e a stuzzucarvi i sensi con i suoi bagliori.
    Ecco perché la odio.

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  6. E' bello scoprire e capire che la felicità la creiamo noi, quando siamo capaci di regalare un sorriso al nostro cuore senza pretenderla dagli altri!

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  7. La felicità è incompatibile con la spinta alla sopravvivenza. Il meccanismo biologico che ha permesso alla razza umana di non estinguersi quando doveva competere per le risorse con predatori molto più potenti è quest'eterna insoddisfazione che l'uomo sente dentro. Se l'uomo avesse raggiunto la felicità, l'appagamento, in quelle condizioni sarebbe stato spazzato via da molto tempo.

    Il problema è questo: abbiamo impulsi da cavernicoli e possibilità che un tempo erano riservate agli dei. E le due cose non vanno bene d'accordo. La felicità è accessibile, ce l'abbiamo dentro, biologicamente dentro in quanto organismi nati per trarre vita e piacere dalle cose più semplici come il cibo, il respiro, una giornata di sole o un bicchiere d'acqua, ma il sabotatore interno, quello deputato a stressare l'uomo affinchè non si impigrisca e la razza non si estingua, manda segnali che coprono tutto, segnali così forti (mentali) che soffocano i segnali che giungono dal piacere di vivere (sensoriali).

    Conciliarli è una bella lotta. Occorre scegliere a quali segnali credere.

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  8. La felicità sta attorno a noi, anzi penso sia dentro noi!
    Come una sorgente d'acqua!
    Se togli ciò che ostruisce la fuoriuscita dell'acqua otterrai la felicità...
    Ma caspita Exodus: non l'avevo mai vista sotto quel punto di vista che hai spiegato tu...

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  9. # Sun Soul: dai un occhiata qui:

    http://exodusclic.blogspot.com/2010/08/la-felicita.html

    e soprattutto trova in biblioteca il libro che vi è consigliato, spiega molte cose.

    Ciao.

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