venerdì 30 aprile 2010

92- L'oratore

In una delle ultime "incursioni" in città, mi sono soffermato ad ascoltare alcune persone che parlavano tra loro.
Erano sedute su alcune panchine in un giardino affogato tra i palazzi, comunque carino e sufficientemente verde.
Stavano mangiando i loro panini strapieni, e parlavano un pò di tutto.
Tra di loro ce ne era una, meglio vestita delle altre, che non se ne stava in silenzio un momento.
Il tono di voce deciso e volume "alto", gesticolava eccessivamente e non permetteva quasi mai agli altri di entrare nel "suo" discorso.
Seppur svariassero da un argomento all'altro, senza logica alcuna, questa persona prendeva la parola e disquisiva ininterrotamente mentre gli altri lo stavano ad ascoltare.
Qualsiasi tentativo delle altre di esprimere una loro opinione veniva immediatamente bloccato, con repentino cambio di argomento.
Ad un certo momento, uno degli "ascoltatori" ha chiesto all' "oratore" cosa ne pensasse di una particolare situazione; non chiedetemi di cosa parlassero perchè sono cose da grandi, ero però molto curioso di ascoltare la risposta.
Non ebbe un attimo di esitazione e, come se non avesse nemmeno sentito la domanda che gli era stata rivolta, si mise a parlare di tuttaltra cosa, credo di sport .....
Mi è preso da ridere, tant'è che mi sono dovuto allontanare per non farmi scoprire; quel comportamento lo avevo già riscontrato in altre occasioni, con persone diverse, ma nelle medesime condizioni: uno parlava, gli altri ascoltavano.
Mi sa proprio che qui le persone ne sanno molto di più quando le altre cercano di dire qualcosa, che non quando gli viene chiesto qualcosa !

giovedì 29 aprile 2010

91-Pene d'Amore

Sapevate che noi abitanti del bosco abbiamo almeno una cosa in comune con voi che state nelle città?
Ci innamoriamo, facciamo dell'amore il centro del nostro mondo, poi, per amore molto spesso soffriamo.
Abbiamo provato a chiedere al nostro "dottore" se esistesse un elisir per non soffrire le pene di amore, ma lui, per tutta risposta, ci ha dato, invece della classica pozione, una clessidra
"Solo il tempo guarisce queste ferite" ci ha detto " tempo ... tanto, tanto, tempo. E comuqnue a poco serve, perchè poi è sufficiente un secondo per riammalarsi!"

mercoledì 28 aprile 2010

90-Il sole


Ieri il mio amico vento mi ha posato su una collinetta dalla quale potevo vedere da un lato il mio bosco e dall'altro la grande città.
E' veramente strano osservare come alcune persone si stiano sforzando di distruggere questo mondo, mentre il sole stà lì, a guardare.
Persone che offendono la natura con le loro sciagurate azioni, mentre il sole stà lì, a guardare.
Prosciugano la terra, la privano del vitale verde, cementificano senza criterio .... mentre il sole stà lì, a guardare.
Non mi resta che sperare nella bontà del sole, perchè se un giorno volesse lui vendicarsi, saremmo tutti costretti a restare qui, a guardare....

martedì 27 aprile 2010

89-Sogni e natura

Nel villaggio vive una fatina che tutti chiamamo "la sognatrice", perchè è sempre con la testa tra le nuvole, sogna le cose più assurde, spesso balla e canta da sola.
Per la verità, seppur un pò "strana", devo ammettere che è sempre felice e sorridente, molto più di noi che invece abbiamo meno fantasia di lei.
Stamani l'ho incontrata e, come sempre, mi ha fatto un bellissimo sorriso, mi ha salutato e mi ha detto "ciao folletto, che bellissima giornata, pensiamo continui così fino a stasera".
Si, ho avuto la prova della sua stranezza: stava piovendo a dirotto ...
Forse vedendo la mia espressione dubbiosa, senza che aprissi bocca, ha subito continuato
"Non c'è niente che la natura faccia a caso. I sogni si avverano: se non esistesse questa possibilità la natura non ci spingerebbe a sognare"
Ho molto da imparare da queste fatine che incontro nel bosco.

lunedì 26 aprile 2010

88-Il clown

E' tornato il circo, la dove già alcuni mesi fa mi ero fermato ad osservare gli animali.
Solite scene, solite persone.
Stavolta, però mi sono messo a guardare i pagliacci che stavano provando il loro spettacolo.
Non avevano i loro abituali costumi multicolori, e non erano nemmeno truccati. Tutti normalmente vestiti che si rincorrevano calciandosi tra loro.
I bambini li attorno ridevano come fosse stata la prima volta che assistevano a tale scenetta, ed invece la conoscevano ormai a memoria.
Nelle pause, si asciugavano dal sudore, si scambiavano quattro battute, bevevano, ma continuavano a sorridere, comunque.
Ad uno di loro dissi quindi: "che sollievo vedervi ridere sempre, pieni di allegria, bisognerebbe prendere esempio da voi, che siete l'immagine della felicità"
Uno di loro voltandosi verso di me e senza sorridere, mi fa "essere allegri non signifa essere anche felici. A volte si ha voglia di ridere e scherzare solo per non sentire quella grande voglia che abbiamo dentro di piangere."

domenica 25 aprile 2010

87-Il buio

Quella appena passata è stata una notte molto buia, le nuvole hanno oscurato completamente la luna e e stelle.
Stavo cercando di raggiungere la mia casetta, con estrema fatica non riuscendo ad orientarmi per l'assoluta mancanza di luce, quando ho incontrato un amico folletto che si era seduto a terra.
"ti sei perso anche tu?" gli ho chiesto.
"No" mi ha risposto "adoro questo posto, c'è una vista fantastica, si riesce addirittura a vedere quel laghetto laggiù ai piedi di quella collinetta"
Ho creduto mi prendesse in giro ... non vedevo nemmeno lui, come poteva vedere il laghetto?
"Ti stai prendendo gioco di me? E' talmente buio che non si vede ad un metro dal nostro naso; io, nonostante conosca a memoria il sentiero, non riesco a ritrovare la mia casa e tu vedi tutto questo panorama ?"
"No, non ti prendo in giro" mi ha risposto "è vero non c'è luce ed anche io non vedo il lago, ma il buio non distrugge ciò che nasconde"

sabato 24 aprile 2010

86-Il proverbio

Esiste una festa, nel nostro villaggio, ed in tutti i villaggi dei boschi, chiamata la "sagra dell'errore".
La facciamo in una notte di primavera, illuminata solamente dai falò, tutti seduti a terra cantando mangiando e ..bevendo, perchè no!
Poi, a turno, ognuno elenca gli errori commessi nel periodo intercorso dall'ultima sagra.
Se ne sentono veramente di tutti i colori, alcuni sono lievi, altri gravi ed anche un pò imbarazzanti.
La costante è comunque che, per fortuna, ogni errore commesso ha avuto un "rimedio".
Quando uno ha terminato il suo personale elenco, il Saggio si alza in piedi, tutti fanno silenzio e grida "nel bosco sbagliamo! Avanti il prossimo" e giù tutti a ridere.
Passiamo tutta la notte così.
Ieri, mi sono fermato ai margini della città ed ho trovato un vecchio libro di proverbi, uno mi ha particolarmente incuriosito "errare è umano".
Ma allora non si sbaglia solo nel bosco.
Sono corso dal Saggio, convinto di aver scoperto una cosa nuova, e gli ho aperto il libro alla pagina di quel proverbio.
Lui lo ha letto, poi ha cominciato a sfogliare le pagine come se cercasse qualcosa che però non trovava.
"Cosa cerchi saggio?" ho chiesto, e lui "questo proverbio lo conoscevo, ma è stata trascritta solo la rpima parte, manca il seguito...non lo trovo".
Vedendo la mia curiosità stampata sulla faccia, ha aggiunto: "il loro proverbio dice: errare è umano, dare la colpa ad un altro lo è ancora di più".

venerdì 23 aprile 2010

85-La stada dei nonni

Nelle vicinanze del nostro bosco esiste uno strano sentiero, dove, si dice, vi siano particolari effetti ottici.
Camminando, ma lo puoi fare in una sola direzione senza poter mai tirnare indietro, può capitarti di incontrare animali, di ossevare piante e fiori, anche oggetti di vario tipo e genere, tutto quello che vedi è però molto piccolo, se ti soffermi a guardare con attenzione, ne puoi ammirare tutti i dettagli, ma è tutto così in miniatura.
Se però ti fermi, e ti volti a gardare la strada già fatta, tutto ciò che avevi visto divanta di grandi dimensioni.
Noi la chiamamo la "strada dei Nonni" forse perchè, quando eravamo piccoli, ci ripetevano spesso di guardare le piccole cose sempre con molta attenzione perchè un giorno ci saremmo voltati ed avremmo capito che invece erano grandi.

giovedì 22 aprile 2010

84-22 aprile, Earth Day 2010


Noi abitanti del bosco amiamo la natura più di ogni altra cosa, perchè da essa, e solo da essa dipendiamo.
Ci è stato detto che, purtroppo, questo non vale per gli abitanti della città, perchè loro dipendono da altre cose e spesso dimenticano l'importanza del sole, del verde, dell'acqua, del vento.
Però ho trovato le memorie di un uomo che forse aveva capito l'importanza di queste cose e che aveva scritto
"Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già creata"
non so chi sia, forse un contandino, si chiamava Albert Einstein.

mercoledì 21 aprile 2010

83-Roma


"Il massimo che posso fare per un amico è di essere semplicemente suo amico. Non ho ricchezza da donargli. Se lui sa che sono felice nel volergli bene, non vorrà altra ricompensa. Non è divina in ciò l'amicizia?"
(Henry David Thoreau)

Oggi prendo in prestito questa frase, perchè so che, a fine giornata, il miracolo di tale "divinità" si sarà nuovamente realizzato.
Non ho niente da offrire, non ho niente da chiedere, ma domani sarò più felice.




Adesso qualcuno si chiederà: "e che centra Roma con tutto questo?.
Narra la leggenda che il 21 aprile del 753 a.c. Romolo e Remo fondarono Roma .... e quale giorno migliore poteva esserci per mettere le fondamenta ad una nuova amicizia con la speranza diventi "eterna" come la città ?